lunedì 28 maggio 2012

Neozelandese? Parte seconda

Di ritorno dalla cerimonia di giuramento.... che emozione!

Mi sento neozelandese quando so che i miei figli cresceranno senza pensare che chi e' diverso di colore o di cultura e' un pericolo o una minaccia...quando li vedo giocare con i loro amici e sento che si accettano e si piacciono nelle loro differenze... l'ultimo compleanno di Riccardo sembrava una riunione delle Nazioni Unite: un bambino Indiano, uno Maori, uno Tongano, uno Inglese e lui ovviamente Italiano.

Mi sento neozelandese quando canto l'inno neozelandese... dove si parla di proteggere la nostra nazione dalla corruzione, invidia e odio. Dove si parla di culture unite in una sola nazione...

God of nations! at Thy feet
In the bonds of love we meet,
Hear our voices, we entreat,
God defend our Free Land.
Guard Pacific's triple star,
From the shafts of strife and war,
Make her praises heard afar,
God defend New Zealand

Men of ev'ry creed and race
Gather here before Thy face,
Asking Thee to bless this place,
God defend our Free Land.

From dissension, envy, hate,
And corruption guard our State,
Make our country good and great,
God defend New Zealand.

Peace, not war, shall be our boast,
But, should foes assail our coast,
Make us then a mighty host,
God defend our Free Land.


Non mi sento neozelandese quando costringono i bambini a fare sport sotto la pioggia e mi dicono che non e' niente...peccato che il 70% dei bambini neozelandesi ha l'asma!


6 commenti:

Cucina Mon Amour ha detto...

Ciao Cara,
sono arrivata qui facendo una ricerca su Donna Hay. Ho visitato il precedente blog e poi mi sono incuriosita... ed eccomi qua...
Complimenti per la tua nuova cittadinanza...
Anche a me mi é successo di prendere una nuova cittadinanza ed é stato emozionante.
Sono Brasiliana e quando avevo 25 anni mi sono trasferita in Italia.
E per me é stato inverso di quello che hai raccontato.... Vivevo in un paese multietnico, ed era normale convivere con persone con diverse origini.... Ho avuto amiche francese, japponese, africane,ecc.... e per me non é mai stato un problema.
Quando mi sono trasferita in Italia é stato un schock... E mi irritava tanto quando mi domandavano: "Ma se sei brasiliana come mai non sei nera???".
Ma sono domanda di gente normale???? Per me no!!!!
non hanno studiato la storia???
Qua, infelizmente, é così!!!
Via il diverso!!! Ma sono ottimista, piano piano cambierà.... per forza...
Spero di restare in contatto con te.
Mi piace il tuo blog. Foto belissime..
Un abbraccio
Thais

Cinzia ha detto...

Complimenti per il blog e per le belle cose che scrivi.. continua a farlo, non smettere mai!!! Noi stiamo pensando di trasferirci in Australia, un pò mi spaventa.. ma vedremo come andrà. Un abbraccio Cinzia

Cinzia ha detto...

Complimenti per il blog e non semettere mai di scrivere!.. Io e la mia famiglia stiamo pensando di trasferirci in Australia... un salto non da poco, un pò mi fa paura ma vedremo cosa succederà. Un abbraccio Cinzia

Cinzia ha detto...

Complimenti per il blog e non smettere mai di scrivere se ti fa sentire bene! Io e la mia family stiamo pensando, valutando di trasferirci in Australia.. un saltone che mi fa paura e non poco! un abbraccio e ti auguro tanta serenità

Silvia ha detto...

Cara Marina, sono capitata qui saltando da un blog di cibo all'altro ma sul tuo mi sono fermata. Ho letto ogni post ripercorrendo tutta la tua storia fino ad oggi ed e' stato come leggere un libro, un libro che a tratti mi ha fatto ridere, a volte piangere e sempre riflettere e soprattutto con la differenza che quando finisco un libro mi resta sempre per un po' quella tristezza da "abbandono" dei personaggi, mentre in questo caso so che ci sei, laggiù da qualche parte nel mondo, esisti veramente, esistono i tuoi figli, la tua Bakery, il tuo giardino pieno di piante nel quale io non avrei il coraggio di poggiare nemmeno un piede, figurarci raccogliere fiorellini (sono aracnofobica). E sai qual'e' la cosa strana? Erano alcuni giorni che riflettevo tra me e me sull'irrequietezza che ormai mi divora al pensiero di dover passare tutta la mia vita in Italia, una realtà che purtroppo, per quel che mi riguarda almeno, non mi rispecchia più e stavo proprio pensando ad un'alternativa. Mi era venuta in mente la Nuova Zelanda perché ho fatto un bellissimo viaggio li nel 1994 e mi era rimasta nel cuore ed ecco che, proprio in mezzo a queste riflessioni, per puro caso, mi imbatto proprio nel tuo blog. I miei sono solo sogni, cara Marina, perché al contrario di me, mio marito non lascerebbe mai l'Italia, ma con i tuoi post sono riuscita, per un poco, a staccarmi dalla mia, di vite, ed immergermi in un'altra possibilità. Ti prego solo di una cosa, pur rendendomi conto di quanto la tua vita sia infinitamente piena e stancante ed esprimendoti tutta la mia stima per il coraggio che hai avuto, con 3 figli e in una nazione che non era la tua, di rimetterti in gioco, studiare e realizzare le tue aspirazioni: non smettere di scrivere, dacci notizie ogni tanto di come te la cavi, come stanno i tuoi bambini, come ti va il lavoro. Dai, almeno tu non me la scrivere la parola FINE in fondo alla pagina.
Grazie di cuore
Silvia

Anonimo ha detto...

Questo blog è fantastico! Complimenti!
Michele